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SOS ESTATE! COSA NON DIMENTICARE MAI!!!

Gli ultimi vademecum stilati dai veterinari italiani prevedono alcune linee guida in caso d’emergenza molto semplici da seguire soprattutto nel periodo delle vacanze: accortezze che hanno delle regole da rispettare ma che se seguite possono addirittura salvare la vita.
Quindi, in valigia non dimenticare mai:

ACQUA OSSIGENATA
Per indurre il vomito in caso di indigestione o assunzione di veleno: RICORDATE che far vomitare il cane può essere LETALE. Consultare sempre il veterinario e utilizzare solo in caso di emergenza!!!

LIBRETTO SANITARIO
Per informazioni ad un veterinario in caso di emergenza, eventuali allergie, intolleranze, antiparassitari e vaccinazioni.

CORTISONE
Scelto dal VETERINARIO: in caso di punture di insetto o reazioni allergiche. RICORDATE che un uso improprio può essere pericoloso.

ALCOL DENATURATO
In caso di colpo di calore inumidire le zampette, la coda, cavo ascellare e piatto della coscia.

Sempre presenti in borsa: collare o pettorina, guinzaglio, museruola (non si sa mai i luoghi che volete visitare in vacanza o i mezzi pubblici…) e acqua fresca.

FORASACCO

SOS FORASACCO

Un pericolo infido della natura: il forasacco è una piccola spiga appartenente alle graminacee selvatiche che quando si seccano diventano molto pericolose per i cani poichè sono caratterizzate dalla tipica forma a lancia e rivestite da una fitta ed ispida zigrinatura. I forasacchi possono penetrare nella pelle del cane e, a causa della loro struttura appunto, non riescono a fuoriuscire in maniera naturale, rischiando di causare danni più o meno gravi all’animale.
I sintomi sono decisamente riconoscibili! Possono andare dall’ arrossamento, al pus, all’edema e gonfiore accompagnato da dolore. In caso di penetrazione nel naso il cane inizia a starnutire a raffica con possibile fuoriuscita di sangue. Per questo si possono riconoscere alcuni sintomi osservando l’animale adottare comportamenti sospetti, come leccarsi o grattarsi con grande assiduità, oppure manifestando improvvise crisi di tosse.

Le zone a rischio sono quindi le vie respiratorie, le narici e la bocca, orecchie, zampe, ascelle, cute, zona perianale e genitali.

Come procedere in caso di forasacco?

Il fattore tempo è importante per evitare danni più gravi, è pertanto necessario recarsi subito dal veterinario che nel migliore dei casi riuscirà ad estrarre il forasacco senza problemi, altrimenti dovrà ricorrere alla chirurgia ed anestetizzare l’animale.

PROCESSIONARIA

PERICOLO PROCESSIONARIA

La processionaria, oltre a desfogliare piante intere, può costituire un pericolo maggiore per l’uomo e gli altri animali: i suoi peli sono infatti urticanti e possono provocare gravissime reazioni allergiche. Con l’arrivo della primavera questi bruchi apparenza innocui scendono dai pini e dalle querce dove nidificano nel mese di Marzo. La processionaria prende il nome dall’abitudine peculiare di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di “processione” quindi occhi ben aperti se dovete vedere a terra strani filamenti pelosi, soprattutto se ai piedi degli alberi!
Se il vostro cane dovesse leccare una processionaria i sintomi saranno piuttosto immediati. Il primo è l’improvvisa e intensa salivazione, a cui fa spesso seguito il vomito, dopodiché la lingua si ingrossa notevolmente e inizia il processo di necrosi della parte che è venuta a contatto con il bruco, con la conseguente perdita di porzioni di lingua. Il cane inoltre mostra evidenti segni di debolezza, rifiuta il cibo e potrebbe avere sintomi febbrili. Questo perchè i peli urticanti, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua.

In questo caso l’intervento del VETERINARIO è FONDAMENTALE ma bisogna sempre sapere come intervenire nell’immediato: in primis è necessario rimuovere rapidamente i peli residui lavando la bocca del cane con un abbondante soluzione di acqua e bicarbonato o sale: questa manovra non è sempre agevole, sia dal momento che il cane sta soffrendo e sia perché può essere per sua natura aggressivo quindi vi consigliamo sempre la massima prudenza.

Nel caso vi rendiate conto che un albero del vostro giardino sia stato infettato da questo insetto,vi consigliamo di mettervi in contatto con un esperto giardiniere: esistono diverse tecniche per debellare i bruchi di processionaria, dalla lotta meccanica all’utilizzo di insetticidi biologici.

Cane

VIAGGIARE CON IL CANE

Viaggiare con gli animali
Prima di partire
Recati dal veterinario di fiducia per un check–up generale dell’animale; potrai così assicurarti che l’animale è nelle condizioni di salute migliori per affrontare il viaggio e potrai informarti sulla situazione sanitaria del luogo di destinazione
Porta con te i documenti necessari per il viaggio (libretto sanitario correttamente compilato e aggiornato dal veterinario di fiducia), passaporto, necessario per viaggiare al di fuori del territorio italiano, documenti/certificati sanitari richiesti dal paese che visiterai
Prepara non solo la tua valigia, ma anche quella del tuo amico, portando gli oggetti indispensabili per il suo benessere, (cibo abituale/ farmaci abituali/giochi preferiti/indumenti familiari/guinzaglio/museruola/sacchetti igienici/lettiera) e magari chiedi al veterinario come creare un piccolo kit di primo soccorso da avere sempre a portata di mano
Se il tuo animale ha una natura ansiosa e tende a stressarsi durante i viaggi è bene concordare preventivamente con il veterinario la terapia migliore per alleviare i sintomi di un possibile malessere
Informati correttamente sulle condizioni di trasporto previste per legge sul territorio italiano o al di fuori di questo, se si viaggia per mare, su gomma o si vola (leggi la paginaTrasporto degli animali d’affezione).

Auto

Molte persone, me compresa, preferiscono portarsi in vacanza/gita i propri animali.

Voglio farvi delle premesse che possono sembrare inutili ma a volte possono causare incidenti indesiderati.

1- La prima cosa su cui vorrei poneste attenzione è il corretto trasporto in macchina.

 

In auto

In Italia l’art. 169 del codice della strada consente di portare liberamente in auto un cane o un gatto, o un numero superiore di animali, purché custoditi nell’apposita gabbia o contenitore, oppure nel vano posteriore appositamente diviso da una rete o simili (dal sito della Polizia Stradale).

Come vedete non parla di cintura di sicurezza l’articolo in questione, se sono omologate potrebbe andar bene in linea teorica ma nel codice stradale non è contemplato.
La mia raccomandazione è di bloccare con le cinture i trasportini nei sedili posteriori per evitare che si muovano troppo in caso di frenate brusche.
E’ importante anche la scelta dei trasportini; non prendetelo troppo piccolo…il vostro animale si deve poter muovere e girare dentro; mettete una traversina assorbente per eventuali bisogni e non mettete ciotole di acqua che si potrebbe rovesciare bagnando il cane/gatto. Tenete l’animale almeno due ore prima a digiuno.

2-
Durante i viaggi lunghi può essere utile programmare soste regolari per consentire al cane di scendere dall’automobile e sgranchirsi i muscoli oppure per fare i suoi bisogni.
Un passeggiata una volta giunti a destinazione, può aiutare a ridurre l’ansia e la paura. In generale, l’associazione del viaggio a un attività piacevole aiuta l’animale a ridurre lo stress.

3- Viaggiando in automobile, se possibile, è meglio evitare le ore più calde della giornata e limitare l’uso dell’aria condizionata! I colpi di calore o gli sbalzi di temperatura, infatti, sono pericolosi per voi e per i vostri amici. A tale proposito, tenere il finestrino parzialmente aperto per favorire il ricambio d’aria può essere una buona soluzione, senza nemmeno far prendere bruschi sbalzi di temperatura. Mi raccomando di non tenere il cane con la testa fuori dal finestrino per evitare che prenda vento/freddo alle orecchie.

4-Prima di affrontare un luogo viaggio è utile abituare l’animale agli spostamenti in auto iniziando con brevi tragitti per poi e aumentare gradualmente le distanze e la durata del viaggio e cercate di associare il viaggio a un’attività piacevole (gioco, gratificazione) per ridurre paura e stress.

5-In auto bisogna portare la ciotola per l’acqua e un piccolo asciugamano per rinfrescare il vostro animale in caso di necessità. Inoltre, avere a disposizione un gioco o una coperta che l’animale abitualmente utilizza può aiutare a rendergli l’ambiente familiare
6-Un buona consuetudine è quella di guidare il più dolcemente possibile, evitando accelerazioni e frenate non necessarie. Il mal d’auto o cinetosi è un problema comune, più di quanto si possa pensare, al quale i cuccioli sono più predisposti. I segni tipici della cinetosi sono: agitazione, affanno, salivazione eccessiva, eruttazione e vomito. Il medico veterinario può prescrivere farmaci efficaci, sicuri e privi di effetti indesiderati, che devono essere somministrati prima del viaggio.

NAVE/TRAGHETTO

Numerose compagnie di navigazione consentono l’accesso di animali a bordo, ma è comunque opportuno informarsi in anticipo sul regolamento della compagnia scelta per il viaggio e sulla possibilità di portare in cabina il nostro amico a quattro zampe. Alcune richiedono il certificato di buona salute redatto dal medico veterinario oltre al documento di identità che deve accompagnare l’animale in ogni suo spostamento.
Analogamente al viaggio in aereo, anche in nave o traghetto l’animale che viaggia nel trasportino deve poter stare in posizione comoda, potersi girare e accucciarsi. Il trasportino deve essere ben aerato, impermeabile, resistente e nel fondo può essere presente un telo e/o altro materiale assorbente.
Attenzione al mal di mare! Il vostro veterinario potrà consigliarvi sui rimedi da adottare per prevenirlo.

TRENO
con Trenitalia
Con Trenitalia è possibile viaggiare con il proprio cane, sia di taglia piccola che grande, gatti ed altri piccoli animali domestici in prima e seconda classe. Nelle carrozze ristorante/bar non è consentito l’accesso agli animali.
Consulta:
Trenitalia – Se viaggi con il tuo animale

con Italotreno
Anche a bordo di Italotreno è possibile trasportare animali domestici di piccola e grande taglia, gatti e altri animali da compagnia.
Il Ministero della salute ha messo a disposizione per i viaggiatori di Italotreno un decalogo del buon proprietario.

Ministero della salute. Il decalogo del buon proprietario che viaggia su Italo
Consulta:
Italotreno – Animali
I cani guida viaggiano gratuitamente su tutte le categorie di treni.

AEREO

Nella mia esperienza non è cosi facile trovare compagnie aeree che consentano di trasportare animali. Io ho volato da Londra e l’unica compagnia che ho trovato era Alitalia, ma sono attrezzati per effettuare tutti i controlli prima dell’imbarco solo a Heathrow.

ALITALIA– Animali di piccola taglia (10 kg trasportino compreso) possono viaggiare in cabina, non più di uno o due per volo. Animali di peso superiore devono essere sistemati in stiva.
AIRONE– Non accetta nessun tipo di animale, né in cabina, né in stiva.
AIR FRANCE– Sono ammessi in cabina animali – cani e gatti – il cui peso comprensivo di trasportino non superi gli 8 chili. Animali di peso superiore in stiva. I cani e i gatti con il muso schiacciato (e che quindi respirano con più fatica) come Carlino, chow-chow, Mastino e fra i gatti ad esempio l’Himalayano e il Persiano possono viaggiare sugli aerei cargo.
BRITISH AIRWAYS– Nessun animale è accettato in cabina (tranne i cani guida per i non vedenti). Tutti devono viaggiare in stiva.
RYANAIR Non accetta nessun tipo di animale, né in cabina (tranne i cani guida per i non vedenti), né in stiva.
EASYJET-Non accetta nessun tipo di animale, né in cabina(tranne i cani guida per i non vedenti), né in stiva.
LUFTHANSA –Cani e gatti di piccola taglia possono essere trasportati in cabina, ma il loro peso complessivo non deve superare gli 8 chili. Gli altri amici a 4 zampe di peso superiore devono essere sistemati nella stiva, in una zona climatizzata,
AIR TRANSAT– Solo cani e gatti e solo per il trasporto in stiva. Le gabbie per il trasporto devono essere approvate dalla IATA e consentire all’animale di poter stare in piedi. Il costo è di 275 dollaria tratta più 30 dollari per la visita veterinaria.
WIZZAIR– Non accetta animali, tranne i cani guida per i non vedenti.
VUELING –Nella compagnia spagnola nessun’animale viaggia in stiva, ma tutti in cabina. Sono ammessi solo cani, gatti,uccelli (esclusi rapaci), pesci e tartarughe da acquario. Il peso non deve essere superiore agli 8 chili.

Tuttavia non esistono regole generali comuni per l’accesso a bordo dell’aeromobile di cani e gatti a seguito del passeggero. Ogni compagnia, infatti, può stabilire caratteristiche diverse, ad esempio, per la tipologia e le dimensioni del trasportino o per il numero degli animali accettati in cabina, può decidere di accettarli solo per alcune tratte (iberia e vueling non li accettano da Uk all’italia per esempio) Per questo motivo è necessario contattare le compagnie.
I cani di media o grande taglia viaggiano, solitamente, nella stiva pressurizzata all’interno di apposite gabbie rinforzate. In questo caso, è bene che l’animale sia già abituato al trasportino o alla gabbia.
Il trasportino deve consentire all’animale di stare in una posizione comoda, di potersi girare e di accucciarsi; deve essere ben aerato, impermeabile, resistente e nel fondo può essere presente un telo e/o altro materiale assorbente. L’animale non deve avere né guinzaglio né museruola. Questi accessori non devono essere lasciati all’interno del trasportino.
Prima di partire è bene consultare il medico veterinario per verificare lo stato di salute dell’animale e valutare l’opportunità di somministrargli tranquillanti o antiemetici.
A ridosso della partenza non deve mancare l’acqua, mentre è sconsigliabile somministrare il pasto.
Infine, è importante verificare se il volo prenotato preveda scali in Paesi di transito con cambi di compagnia aerea o di velivolo. L’animale, infatti, corre il rischio di essere bloccato nel Paese di transito per eventuali controlli sanitari. Inoltre, i trasferimenti da un aeromobile ad un altro possono comportare stress e rischi. Pertanto, è buona regola informarsi preventivamente anche sugli obblighi sanitari del Paese di transito e non solo di quelli relativi al Paese di destinazione.
I cani guida per non vedenti possono viaggiare con il proprietario purché muniti di museruola e guinzaglio.
Questo è il sito di riferimento:
IATA > Traveler’s Pet Corner

Viaggiare in Europa

Le indicazioni fornite riguardano esclusivamente cani, gatti e altri animali da compagnia che dall’Italia viaggiano all’estero a seguito dei loro proprietari o responsabili designati dagli stessi. Non riguardano pertanto i movimenti di animali destinati alla vendita o al trasferimento di proprietà, comprese le adozioni. Per questi casi occorre seguire le procedure previste per i movimenti a carattere commerciale.Dal 29 dicembre 2014 è entrata in vigore la nuova normativa sanitaria (Regolamento UE 576/2013 e Regolamento UE 577/2013) dell’Unione europea che disciplina la movimentazione non commerciale degli animali da compagnia tra i Paesi membri dell’Unione europea.Tali norme sono essenziali per proteggere la salute pubblica e animale, con particolare attenzione alla prevenzione della rabbia e contribuiscono a contrastare i traffici illegali di animali da compagnia, senza porre ostacoli non giustificati agli spostamenti all’estero con gli animali da compagnia.In generale, a scopo precauzionale si raccomanda di iniziare le procedure con congruo anticipo rispetto alla data prevista per la partenza, considerato che possono richiedere anche diverse settimane.
La movimentazione dei cani, gatti e furetti al seguito dei viaggiatori dall’Italia verso gli altri Paesi dell’Unione europea è possibile alle seguenti condizioni:
Cani, gatti e furetti devono essere identificati da un microchip (trasponditore) o tatuaggio chiaramente leggibile, se apposto prima del 3 luglio 2011
Cani gatti e furetti devono essere accompagnato da un Passaporto europeo:
1. conforme al modello previsto dalla Parte1 dell’allegato III del regolamento di esecuzione UE 577/2013
2. compilato e emesso dal Servizio Veterinario dell’Azienda sanitaria locale; che riporti il codice alfanumerico del microchip o del tatuaggio e attesti l’esecuzione della vaccinazione contro la rabbia e, se del caso, di una nuova vaccinazione antirabbica in corso di validità
3. che riporti una dichiarazione scritta del proprietario nel caso in cui una persona autorizzata effettui il movimento non commerciale dell’animale su delega scritta del proprietario
Cani, gatti e furetti devono essere vaccinati contro la rabbia da un veterinario, ai sensi dell’Allegato III del regolamento UE 576/2013:
1. l’animale deve avere almeno 12 settimane al momento della somministrazione del vaccino
2. la somministrazione del vaccino non deve essere precedente alla data di identificazione o di lettura del microchip
3. il periodo di validità della vaccinazione decorre dal 21o giorno dal completamento del protocollo vaccinale della prima vaccinazione e ogni successiva vaccinazione deve essere eseguita durante il periodo di validità della precedente.
Si consiglia vivamente, inoltre, a chi intendesse viaggiare con il proprio animale da compagnia di età inferiore alle 12 settimane e non vaccinato nei confronti della rabbia o che abbia tra le 12 e le 16 settimane e che, seppur vaccinato, non soddisfi ancora i requisiti di validità della vaccinazione di cui all’allegato III, punto 2, lettera e) del regolamento ( UE) 576/2013, e pertanto non sia ancora protetti nei confronti della malattia, di consultare sul sito della Commissione europea la paginaYoung Animals dove sono riportate le posizioni dei Paesi membri rispetto alla concessione o meno della deroga prevista per le introduzioni nei loro territori di tali cuccioli, al seguito del proprietario o della persona autorizzata dal proprietario. In questo caso gli animali, se non sono accompagnati dalla madre da cui sono ancora dipendenti durante il movimento, possono essere introdotti nel Paese che concede tale deroga solo se scortati dalla dichiarazione, di cui all’allegato I, parte 1, del Regolamento (UE) 577/2013, del proprietario o della persona autorizzata; come si evince da tale documento nell’attestazione devono essere riportati gli estremi del microchip e il numero del passaporto. Pertanto il passaporto deve essere rilasciato ai proprietari dei cani, dei gatti e dei furetti, che ne facciano richiesta, anche in assenza di vaccinazione antirabbica, se ovviamente il proprietario intende recarsi con il proprio animala verso uno dei Paesi europei che concedono la deroga di cui sopra per i cuccioli e l’hanno notificata.
Il numero massimo di animali da compagnia (cani, gatti e furetti) che possono accompagnare il proprietario o la persona autorizzata per ogni singolo viaggio è pari a 5 animali (articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (UE) 576/2013). In deroga e nel rispetto di determinate condizioni, il numero massino di animali da compagnia (cani, gatti e furetti) può essere superiore a cinque qualora il movimento a carattere non commerciale avvenga ai fini della partecipazione a competizioni, mostre, o eventi sportivi oppure per allenamenti finalizzati a tali eventi (articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (UE) 576/2013).
Quando il numero massimo degli animali da compagnia (cani, gatti e furetti) è superiore a cinque, e non sussistono le condizioni della deroga occorre rispettare i requisiti prescritti dalla Direttiva 92/65/CEE, e successive modifiche, affinché siano soggetti ai controlli veterinari previsti dalla direttiva 90/425/CEE e successive modifiche.
Di norma il proprietario o la persona autorizzata l’animale dovrebbero accompagnare l’animale durante il viaggio. Tuttavia, per motivi debitamente giustificati e documentati, lo spostamento dell’animale può avvenire fino a cinque giorni prima o dopo rispetto al movimento del proprietario o della persona autorizzata, oppure in un luogo fisicamente diverso da quello occupato dal proprietario o dalla persona autorizzata
Per i viaggi verso la Finlandia, il Regno Unito, l’Irlanda, Malta e la Norvegia è necessario il trattamento dei cani contro l’echinococco, secondo le modalità e i tempi descritti dal Regolamento UE 1152/2011:

1. il trattamento deve essere somministrato da un veterinario in un lasso di tempo compreso tra le 120 ore e le 24 ore prima dell’arrivo previsto
2. il trattamento deve essere certificato dal veterinario che lo somministra nell’apposita sezione del passaporto del cane

Viaggiare fuori dall’UE

Quando la meta del viaggio è un Paese terzo, che non fa parte, cioè, dell’Unione Europea, possono essere richieste particolari requisiti sanitari e ulteriori documenti rispetto a quanto previsto per i Paesi dell’Unione. Inoltre, le condizioni sanitarie possono variare a seconda della destinazione. È dunque opportuno reperire le informazioni necessarie contattando l’ambasciata del Paese terzo in Italia oppure rivolgendosi direttamente al servizio veterinario della Asl di appartenenza competente per l’eventuale rilascio della certificazione sanitaria necessaria.
È utile ricordare che in alcuni Paesi Terzi sono in vigore leggi molto severe che possono prevedere, ad esempio, periodi di quarantena e, quindi, la separazione dell’animale dal proprietario anche per lunghi periodi. Per questo motivo può essere utile acquisire le informazione anche con cinque o sei mesi di anticipo.
Per ulteriori informazioni vi consiglio di consultare il sito http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_5.jsp?area=cani&menu=viaggiare che vi fornirà per ogni paese le informazioni dettagliate!

doggy

LE PULCI: CHE BRUTTA COMPAGNIA!

Le pulci sono insetti succhiatori di sangue, che durante la loro evoluzione si sono adattati alla vita parassitaria. È importante prevenirle con l’antiparassitario, di cui parleremo più avanti, perché possono saltare sul corpo del nostro animale anche solo quando sfiora un altro animale che gli passa vicino.
Le pulci del cane e del gatto sono quasi sempre del genere Ctenocephalydes, possono vivere dai 6 agli 8 mesi ed hanno un ciclo rappresentato da una fase di vita libera ed una fase di vita parassitaria vera e propria. Si possono riscontrare nell’animale di solito per circa 5 ore al giorno, a causa della presenza di escrementi simili a granelli di sabbia.
Sull’animale, le pulci maschio e femmina si accoppiano e la femmina deposita le uova, queste cadono sul terreno e vanno ad accumularsi principalmente dove l’animale passa più tempo. Una volta che sono cadute, le uova si schiudono e liberano le larve le quali dopo qualche tempo mutano in pupe, poi in pulci adulte che per qualche giorno possono rimanere a digiuno, prima di saltare sull’animale per nutrirsi del sangue.

Sintomi e disturbi

Quando sono presenti pulci, l’animale tende ad essere nervoso, si morde e si gratta; inoltre, la saliva della pulce può dare allergia.
Le pulci possono arrecare danno all’animale per azione diretta, cioè determinando prurito con gravi conseguenze, fino alla difficoltà di alimentarsi, oppure mediante reazione allergica poiché la saliva delle pulci contiene una sostanza aptenica che sembra collegarsi con il collageno della pelle e formare un complesso anti-igienico.
Se spostiamo il pelo dell’animale per cercarle, loro si sposteranno o salteranno, ed è per questo che sono difficili da vedere. Fortunatamente lasciano tracce del loro passaggio, ovvero le feci. Se facciamo caso alle radici del pelo, specie se è chiaro, ma anche se è nero perché sono in contrasto con il bianco della pelle, vedremo tanti puntini neri: quelli sono le feci delle pulci, e se ci sono le feci significa che ci sono anche le pulci.

Vi consigliamo di contattare SEMPRE il vostro veterinario di fiducia: un intervento tempestivo e professionale può risultare determinante per eliminare in maniera totale e sicura il problema.

canino

E’ PRIMAVERA!

La Primavera è decisamente una stagione bellissima anche per i nostri amici a 4 zampe!
Più tempo per lo sport e l’attività fisica in compagnia dei nostri animali che non vedono l’ora di scatenarsi al parco o nel bosco: le calde temperature però favoriscono anche la riproduzione e l’aumento dei parassiti esterni, soprattutto pulci e zecche, del cane e del gatto.
Si consiglia quindi di norma di eseguire il trattamento per la prevenzione dei parassiti esterni in tutti i periodi dell’anno, ma questi interventi devono essere eseguiti più scrupolosamente proprio nella stagione primaverile/estiva, rispettando quindi l’applicazione mensile richiesta dalla maggior parte dei prodotti antipulci e anti-zecche attualmente in commercio. Ricordiamo sempre che è obbligatorio rivolgersi sempre al proprio medico veterinario di fiducia che saprà consigliare il prodotto più adeguato per il nostro animale domestico, cane o gatto che sia.
Esistono in commercio una grandissima quantità di prodotti più o meno associati ad altri principi attivi. Ma bisogna fare molta attenzione alla specie di destinazione: ciò che va bene per il cane può non andar bene per il gatto e per il coniglio!
 Se il nostro amico dorme all’esterno o comunque ha la possibilità di uscire spesso, applicate l’antiparassitario per tutto l’anno e abbiate l’accortezza di disinfestare periodicamente anche le cucce e gli spazi esterni.
La bella stagione porta con sé anche altri pericolosi parassiti: zanzare e flebotomi sono responsabili di patologie gravissime!
Nel prossimo articolo qualche specifica in più sulle problematiche che possono causare i morsi dei parassiti!

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IPOTERMIA

L’ ipotermia è un calo significativo della temperatura corporea. In condizioni normali questo succede raramente negli animali, per la presenza del pelo. Più facilmente accade a cuccioli e gattini, perché nei giovani la richiesta metabolica per il mantenimento della temperatura corporea è molto elevata, e i sistemi termoregolatori sono ancora immaturi e non sempre rispondono adeguatamente agli sbalzi di temperatura esterna. Durante l’ipotermia l’organismo reagisce con la vasocostrizione, che riduce la dispersione di calore, e quindi la riduzione di frequenza e gittata cardiaca, e della iperfusione renale.
Congelamento:
Il congelamento consiste in una lesione ( se grave può essere portare anche a necrosi cioè morte cellulare) dei tessuti prodotta dall’azione locale del freddo intenso con conseguente perdita di vitalità delle parti del corpo più esposte alle bassissime temperature che determinano ischemia periferica.
Le lesioni sono simili alle scottature e variano di grado secondo la gravità fino a raggiungere la cancrena.
Un congelamento localizzato può verificarsi nei tessuti periferici come orecchie o coda, spesso ricoperte da poco pelo o poco vascolarizzate.
Il raffreddamento dell’intero organismo porta a un rallentamento di tutte le attività metaboliche. Cosa fare?
La terapia d’urgenza consiste in un riscaldamento delle aree interessate mediante l’applicazione di calore umido o attraverso bagni caldi.
Il ritorno alla temperatura normale deve avvenire con una certa gradualità per evitare sbalzi pressori.
Le parti colpite devono essere successivamente asciugate e protette dai traumi. A volte è necessario ricorrere alla somministrazione di ossigeno e infusione endovenosa di liquidi meglio se caldi e quindi portarlo immediatamente dal veterinario.
Cosa non fare?
Non sono consigliate le strofinature e le fasciature strette (al caldo la vasodilatazione può dar gonfiore e fasciature strette non farebbero affluire correttamente il sangue, non aiutando il riscaldamento corporeo).
Come evitarlo?
Gli animali a pelo corto, in particolar modo quelli che hanno il ricovero all’aperto, non devono essere tenuti in luoghi ombrosi e ventilati durante la stagione fredda.

Dott.ssa Elisa Giorgetti

Medico Veterinario e Nutrizionista

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#2017sempreAperto

Con l’inizio del nuovo anno Petheory, come successo durante tutto il periodo delle vacanze Natalizie, vuole ricordare ai privati e agli studi veterinari del territorio che la nostra attività rimarrà sempre aperta, garantendo sempre una totale reperibilità durante la settimana. Abbiamo sempre desiderato non trascurare alcun aspetto ritenessimo indispensabile nel nostro lavoro e professionalizzare la nostra comunicazione e operatività. Offrire un servizio dove la componente umana è così fondamentale significa infatti non poter mai prescindere dall’essere sempre presenti e disponibili.


 

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INTOSSICAZIONE DA IMPASTO DEL PANE

INTOSSICAZIONE DA IMPASTO DEL PANE

Alcune persone, soprattutto durante le feste o in occasioni speciali, fanno il pane in casa. Di solito l’impasto viene posto a lievitare durante la notte, e può venire facilmente e voracemente ingerito dagli animali domestici se viene data loro l’opportunità di accedervi.
Il mattino seguente il proprietario si accorge della mancanza dell’impasto e non essendo ben informato su fatto che l’ingestione dello stesso può creare dei problemi, non porta il cane dal veterinario fin quando non si manifestano i primi sintomi.

Meccanismo d’azione

Subito dopo l’ingestione, il caldo-umido dell’ambiente gastrico stimola la lievitazione e quindi l’aumento di volume dell’impasto: espandendosi, questo può pertanto causare dilatazione gastrica, che può esitare in compromissione della respirazione e della vascolarizzazione, o, in casi estremi, nella rottura dello stomaco. Oltre all’imponente aumento di volume, la lievitazione produce anche un notevole quantitativo di etanolo (che deriva dal processo di fermentazione del lievito), che, rapidamente assorbito dallo stomaco, conduce ad una sintomatologia molto grave, causata da marcata acidosi metabolica e da depressione del sistema nervoso centrale. In questo tipo di intossicazione sono spesso più rischiose le conseguenze derivanti dal rilascio di alcool che quelle dovute all’aumento di volume dell’impasto all’interno dello stomaco.

 

Sintomatologia

I segni clinici iniziali (precoci) possono includere tentativi inutili di vomito, distensione addominale e depressione. L’etanolo viene rapidamente assorbito dallo stomaco ed i sintomi che possono sopraggiungere saranno atassia e disorientamento, depressione del sistema nervoso centrale ed incontinenza urinaria. Si potrà sviluppare inoltre una significativa acidosi metabolica. Parallelamente all’aumento nel sangue dei livelli di etanolo ci sarà depressione respiratoria, arresto cardiaco fino a portare a decubito laterale, al coma ed alla morte.

Trattamento

- Contattare subito il veterinario!
- Se l’ingestione viene riconosciuta subito, quando ancora i segni clinici non sono manifesti, si può provare a stimolare il vomito; poiché lo stomaco potrebbe andare incontro a rottura in seguito alla spinta della massa nello sfintere esofageo, l’induzione del vomito andrà comunque effettuata con cautela.
- Se il soggetto mostra grave atassia o depressione del sistema nervoso centrale il vomito non dovrebbe essere mai indotto, poiché la possibilità di broncopolmonite ab ingestis per aspirazione del materiale evacuato è elevata.
- Se il cane presenta dei conati di vomito ma non riesce ad espellere l’impasto, un lavaggio gastrico con acqua fredda mediante sonda esofagea potrebbe facilitare l’espulsione della massa e del gas; il lavaggio con acqua fredda potrebbe contribuire peraltro a rallentare la fermentazione del lievito ed a diminuire la produzione di etanolo.
- Dopo il lavaggio con acqua fredda, dovrebbero essere depositati nello stomaco carbone attivato e un purgante salino premiscelati.

In casi estremi si potrà ricorrere alla rimozione chirurgica dell’impasto ingerito attraverso gastrotomia. Poiché, come già detto, la fermentazione causa l’aumento del volume e la produzione di gas, uno dei rischi è rappresentato dalla dilatazione e rottura dello stomaco. Se si verificano entrambe le condizioni il cane dovrà essere stabilizzato e trattato secondo i protocolli standard riportati in letteratura. La maggior parte dei cani viene tuttavia presentata al veterinario per l’intossicazione da etanolo. I livelli dell’etanolo nel sangue possono essere quantificati attraverso analisi che vengono effettuate negli ospedali umani. Livelli di 2–4 mg/ml in cani adulti producono segni clinici classificabili dall’atassia al coma. Tali livelli possono essere usati per confermare o meno l’intossicazione. Solitamente la maggior parte dei veterinari non è in grado di ottenere rapidamente le analisi per quantificare l’etanolo; sarà quindi necessario trattare l’animale in base ai segni clinici. Il medico dovrebbe pertanto monitorare frequenza cardiaca e respiratoria (anche mediante elettrocardiografia), nonché temperatura corporea, per evitare il rischio di ipotermia. In quest’ultimo caso, infatti, è opportuno riscaldare l’animale con imbottiture, fluidi caldi per via endovenosa e rettale. Qualora sia presente acidosi metabolica, l’esame emogasanalitico può consentire di verificare se fluidi isotonici ed elettroliti per via endovenosa siano sufficienti a correggere la deviazione dell’equilibrio acido-base o se sia necessario apportare idonea integrazione anche in bicarbonato di sodio.


Dott.ssa Elisa Giorgetti

Medico Veterinario e Nutrizionista

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DOG DIET #terzapuntata

 

INTOSSICAZIONE DA UVA FRESCA E PASSITA

 

Uva fresca e uva passa, frutti molto appetiti dai cani per il loro sapore dolce, si possono rendere responsabili di gravi intossicazioni in questa specie animale. I cani possono ingerire numerosi acini, rubandoli dai grappoli presenti nella fruttiera o durante lo schiacciamento che viene praticato per fare il vino. L’uva passa, quando resa disponibile, risulta ancor più appetibile. Fino ad ora i cani sono risultati l’unica specie interessata (con numerose segnalazione all’APCC); non è noto tuttavia se anche altre specie possano essere colpite da tale intossicazione. A seguito dell’ingestione di tali alimenti i soggetti più sensibili manifestano inizialmente turbe gastrointestinali iniziali che possono esitare in insufficienza renale acuta (ARF).

 

Meccanismo d’azione

 

L’attuale meccanismo d’azione e l’eziopatogenesi dell’intossicazione da uva nei cani restano ancora sconosciuti. Le teorie fino ad oggi formulate includono disturbi metabolici, l’azione di un composto nefrotossico presente nell’uva nonché reazioni individuali. Tuttavia, non è mai stata evidenziata, nei grappoli incriminati, la presenza di pesticidi, metalli pesanti e micotossine, ed stato notato che né la varietà dell’uva né la sua provenienza sono importanti nel determinismo dell’intossicazione. Attualmente l’estratto dei semi dell’uva non è considerato una minaccia: soltanto il frutto in sé lo è.

 

Sintomatologia

 

Dal 1989 l’APCC ha cominciato a notare nel cane la correlazione tra l’assunzione di uva o uva passa (a partire da quantitativi pari a 12,44 g/kg corporeo) e la comparsa di insufficienza renale acuta (ARF). Tenuto conto che un cane può ingerire da pochi chicchi fino ad un kg di uva, di solito, dopo un paio di ore dall’ingestione, quasi tutti i soggetti manifestano emesi. Comune è il riscontro di tracce di uva indigerita nel vomito, nel materiale fecale o in entrambi; entro 5-6 ore dall’assunzione possono comparire anoressia, diarrea, letargia e polidipsia. I segni dell’ARF si manifestano invece dopo 1 o più giorni dall’ingestione e comprendono: anoressia, letargia, depressione, vomito, diarrea, disidratazione, peritonismo e tremori. Da 24 ore a qualche giorno dopo l’ingestione di uva si può assistere all’incremento dei valori sierici di azoto ureico, creatinina, fosforo e calcio, espressione di un danno renale progressivo che può portare a degenerazione e successiva necrosi tubulare. I segni clinici anzidetti possono quindi andare incontro a remissione nell’arco di alcune settimane, od assumere carattere ingravescente, fino ad esitare in oliguria/anuria, talvolta responsabile di morte dell’animale.

 

Diagnosi

 

La sintomatologia dell’intossicazione da uva e uva passa è simile a quella evidenziata in altre cause di ARF (ingestione di glicole etilenico, traumi…). La diagnosi di questo tipo di intossicazione si basa soprattutto sull’anamnesi, sull’evidenziazione di residui di uva nel vomito, nonché sui segni desumibili all’esame clinico diretto e sulle deviazioni laboratoristiche espressione di compromissione renale.

 

Trattamento

 

Sebbene l’esatta causa del danno renale sia ancora sconosciuta, i cani che hanno ingerito uva o uva passa possono essere trattati con successo, sempre che la terapia sia attuata tempestivamente, prima dell’instaurarsi di lesioni renali irreversibili. La prima cosa da fare è la decontaminazione. Nelle ingestioni recenti l’induzione del vomito e la somministrazione di carbone attivo e di un purgante salino aiutano a prevenire l’assorbimento dei potenziali agenti tossici. L’emesi dovrebbe essere provocata entro le prime 2 ore; se fatta troppo tardi rischia infatti di non essere efficace. Si consiglia SEMPRE di contattare un medico veterinario.

 

 

Dott.ssa Elisa Giorgetti

Medico Veterinario e Nutrizionista